Cinque regole appese in segreteria
Non è un manifesto scritto per il sito: è il foglio vero appeso dietro al banco, quello su cui i pazienti ci possono riprendere quando sgarriamo.
L'agenda è costruita su slot da 30 minuti più dieci di respiro. Se un paziente ha bisogno di più tempo, lo prende — per questo da noi il ritardo massimo dichiarato è di 20 minuti, e la sala d'attesa ha il caffè.
Ogni prestazione ha il suo prezzo scritto, referto e spiegazione compresi. Le uniche cifre variabili (es. esami del sangue) hanno un «da» e il tetto ve lo diciamo al telefono prima.
Nessuno esce con un foglio in medichese e l'ansia di Google. Cinque minuti finali per tradurre: cosa c'è scritto, cosa significa, cosa si fa adesso.
Indirizziamo al pubblico quando è la scelta giusta, e a colleghi esterni quando sono più bravi di noi su quel problema. Teniamo una lista di nomi di cui ci fidiamo, e la diamo gratis.
Niente check-up «premium» gonfiati, niente esami a tappeto per fatturare, niente paure artificiali. Prescriviamo quello che serve: a volte è tanto, spesso è meno di quel che temevate.



