Salta al contenuto

Usi l'intelligenza artificiale per la tua attività? Da agosto c'è una regola nuova

19 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Non vieta niente. Chiede una cosa sola: dire alla gente quando sta parlando con una macchina, o guardando qualcosa che sembra vero e non lo è.

Su Facebook gira la versione spaventosa: «multe salatissime per chi usa ChatGPT». La versione vera è più tranquilla. Dal 2 agosto 2026, in tutta Europa, vale una regola di trasparenza: puoi usare l'intelligenza artificiale, ma in certi casi devi dirlo.

Quando va detto

  • Se un cliente parla con un assistente automatico (in chat sul sito o al telefono): deve sapere che non è una persona.
  • Se pubblichi foto o video creati dall'AI che sembrano veri, soprattutto se ci sono persone: vanno segnalati come tali. Una bottiglia su un tavolo inventato preoccupa poco; un volto che non esiste, presentato come un cliente vero, sì.
  • Se usi l'AI solo per aiutarti a scrivere un post o una mail che poi rileggi e firmi tu: lì il tuo controllo conta, e di solito l'etichetta non serve.

Non è vietato usarla. È vietato far finta che non ci sia.

Come lo facciamo noi

Sui siti che consegniamo, dove c'è una persona creata con l'AI che potrebbe sembrare vera, c'è scritto, in piccolo ma visibile. Costa una riga, e tiene lontani i guai e la figuraccia. La fiducia dei clienti vale più di una foto perfetta.

Attento aQuesto articolo spiega la regola in parole semplici, non è un parere legale: per i casi particolari della tua attività senti chi ti segue per la parte legale. Se vuoi imparare a usare l'AI nel lavoro senza pasticci, c'è il corso: 30 € l'ora da soli, 12 € a testa in quattro.

Ti facciamo vedere il tuo. Gratis.

Ci dici cosa fai, noi prepariamo l'anteprima del tuo sito e te la mostriamo dal vivo. Poi decidi tu — con calma, davanti al sito vero.

gratis · nessun impegno · prima vedi, poi decidi · è tuo per sempre