Su Facebook gira la versione spaventosa: «multe salatissime per chi usa ChatGPT». La versione vera è più tranquilla. Dal 2 agosto 2026, in tutta Europa, vale una regola di trasparenza: puoi usare l'intelligenza artificiale, ma in certi casi devi dirlo.
Quando va detto
- Se un cliente parla con un assistente automatico (in chat sul sito o al telefono): deve sapere che non è una persona.
- Se pubblichi foto o video creati dall'AI che sembrano veri, soprattutto se ci sono persone: vanno segnalati come tali. Una bottiglia su un tavolo inventato preoccupa poco; un volto che non esiste, presentato come un cliente vero, sì.
- Se usi l'AI solo per aiutarti a scrivere un post o una mail che poi rileggi e firmi tu: lì il tuo controllo conta, e di solito l'etichetta non serve.
Non è vietato usarla. È vietato far finta che non ci sia.
Come lo facciamo noi
Sui siti che consegniamo, dove c'è una persona creata con l'AI che potrebbe sembrare vera, c'è scritto, in piccolo ma visibile. Costa una riga, e tiene lontani i guai e la figuraccia. La fiducia dei clienti vale più di una foto perfetta.