
La foto si accende
Un anello di luce gira attorno all'immagine, lento e senza scatti. La sala, la villa, il piatto: sembrano illuminati da dentro invece che fotografati.
I DETTAGLI
Otto pezzi presi dal nostro banco da lavoro. Sono vivi: passaci sopra il mouse, trascina, guarda. Nessuno di questi è scaricato — sono fatti a mano, uno per uno.

Un anello di luce gira attorno all'immagine, lento e senza scatti. La sala, la villa, il piatto: sembrano illuminati da dentro invece che fotografati.






Le foto stanno in penombra e si accende solo quella che il visitatore punta. Invece di guardare tutto e non vedere niente, guarda una cosa alla volta.
Si sposta verso la mano quando ti avvicini. È un dettaglio da niente, e cambia quante persone lo premono.
Le parole entrano una dopo l'altra, a fuoco. Chi arriva legge la frase invece di trovarsela già lì, e la ricorda.

Raggi veri che tagliano la foto e pulviscolo che galleggia. È il trucco del cinema: l'occhio crede all'aria, e la foto smette di essere piatta.

Il soggetto è staccato dallo sfondo: muovendo il mouse, i piani si muovono a velocità diverse. Sembra tridimensionale, ed è una foto sola.



Le immagini non si sostituiscono a scatto: si sciolgono una nell'altra. La differenza tra una vetrina e una presentazione.

PRIMADOPOIl visitatore trascina e vede il cambiamento da solo. Non gli stai raccontando che sei migliorato: glielo stai facendo fare.
Questi sono otto. Sul banco ne abbiamo oltre duecento — e quelli che servono al tuo sito, se non ci sono, li facciamo apposta per te.
Da dire chiaro: gli effetti da soli non vendono niente. Servono a far guardare la cosa giusta al momento giusto. Se non aiutano a quello, non li mettiamo — anche quando sono belli.