Sullo schermo del computer, grande, ogni logo sembra bello. Ma un logo non vive lì. Vive piccolo: nell'angolo di un biglietto, sul tondino del profilo Instagram, sulla fiancata del furgone visto passare. È da lontano che si capisce se regge.
Le tre cose che si notano
- Troppi dettagli: sfumature, ombre, tre disegni insieme. Da piccolo diventano una macchia.
- La scritta che non si legge: il carattere elegante a riccioli, rimpicciolito, non lo legge più nessuno.
- Una versione sola: il logo pensato su fondo bianco sparisce su una foto scura o sul nero dell'insegna.
Un logo non si guarda. Si riconosce.
La prova che puoi fare da solo
Rimpicciolisci il tuo logo fino alla grandezza di un'unghia e mettilo su un fondo scuro. Si capisce ancora cosa c'è scritto e cosa rappresenta? Se sì, è un buon logo. Se no, non serve buttarlo: spesso basta semplificarlo e fargli la versione chiara e quella scura. Ed è qui che il fai-da-te si ferma: semplificare senza perdere chi sei è il lavoro del grafico.